Love and hope and Julia Gian Luigi Banfi, review of Francis Omodeo Zorini
I presente la sera alla Triennale di Milano quando nell’aula gremita all’inverosimile, stretto tra due autentici “giganti” di un parterre intellettuale di prim’ordine quali Vincenzo Consolo e il mio concittadino Vittorio Gregotti, ascoltavo Giuliano Banfi presentare con pudore e commozione questo piccolo grande libro. Vinto l’incomprimibile impulso affettivo di rimozione, senza dribblare i sentimenti, annunciava d’essersi risoluto a dare alle stampe il carteggio di intima e trepidante tenerezza, intercorso tra i suoi genitori, Julia Bertolotti e Giangio. Corrispondenza, seppur in senso letterale, mai come in questo caso “d’amorosi sensi” e, insieme pathos di speranza, allorché quest’ultimo si trovava internato a San Vittore e poi al campo di concentramento di Fossoli, nel lasso temporale che, per esattezza, va dal 9 aprile al 4 agosto 1944. Il percorso di morte di Giangio si consumerà nelle tappe della traduzione a Bolzano e definitivamente a Mauthausen, nel cui sottocampo di Gusen II si spegnerà all’alba della liberazione il 10 aprile 1945.
Un epistolario di 87 messaggi: “Toi et moi”. Bigliettini fitti fitti di microscopica grafia filiforme, ripiegati a strisce sottili come appunti proibiti di studenti per il compito in classe. Pizzini clandestini scambiati in manciate di attimi tra ansia e sgomento, negli intermittenti contatti strappati al destino. Epistolario di straordinaria completezza giacché, al momento shipping in Germany, perhaps in premonition of his final farewell Giang readiness to rescue, by sliding the hands of quell'adorata wife, superior intelligence and charm Bergman, beloved dall'acerbezza since adolescence, those she received.
If you have kept them the worship of the absence of compensation, at first, then the family of Julia, now make them public awareness is on the calendar to translate for a witness to share it for real recognition and gratitude to those who make real suffered extreme atrocities for the freedom of us all, in a time long gone but never passed. Death is not più, ma essere ancora, nella memoria e nella considerazione degli altri. Operazione di conoscenza, preziosa e necessaria, che ci sottopone uno spaccato inusuale della cospirazione antifascista, della tragedia della deportazione e dei suoi protagonisti dall’esistenza sinistrata e perigliosa nella Milano occupata dai tedeschi. Quando ci volevano cinquecentomila euri odierni per riscattare la vita di un antifascista destinato all’eliminazione.
Missive d’amore intenso, di passione accesa e di delicata vicendevole cura che, pur nella fuggevole apprensività della penna e nella forzosa cripticità, sono anche d’inestimabile valore culturale e tangenzialmente politico, e non soltanto morale ed affettivo, perché riflettono the communion of intent and planning of two transparencies intellectual overwhelmed by the war.
architect Gian Luigi Banfi, HAROLD brother, is a brilliant intellectual thirty-four successful professional, "bold and caught" in the middle of the creative faculties. In 1932 he co-founded by Lodovico Belgiojoso Barbian, Enrico Peressutti Ernesto Nathan Rogers and the historical study of architecture and urban planning BBPR. In 1942, tightens ties with the party of action and dedicates much of his activity in the conspiracy movement "Justice and Liberty" of European Federalists Ernesto Rossi, Spinelli, Eugenio Colorni, Riccardo Lombardi, Leopoldo Gasparotto, Brenno Cavallari, Arturo Martinelli, Peppino Pugliesi. Il 21 marzo 1944 è arrestato con Lodo Belgiojoso, l’amico di sempre. Vengono condannati senza processo alla deportazione per spionaggio e distribuzione di stampa clandestina. Lodo, smistato a Gusen I, avrà la fortuna di far ritorno e di darci testimonianza, specie in Notte, nebbia e Frammenti di una vita, insieme ad Aldo Carpi in Diario di Gusen, delle ultime stazioni del calvario di Giangio. Mi sia consentito, a proposito di Belgiojoso, notare come la rivista del nostro Istituto“Ieri Novara oggi” (5/1981) si sia potuta fregiare, a corredo del Diario da un lager di Enrico Piccaluga e Otello Vecchio, dei clichés di suoi disegni originali dal campo di Gusen, della serie those depicted in this book.
Julia has a degree in literature with a cut figurative aesthetic, a student of Rogers, Antonio Banfi and Enzo Paci, Husserlian phenomenology. E 'entry in the entourage of Dorfles, Raffaele De Grada, Gio Ponti and Vittorio Sereni. He worked in "Domus" dealing with design, graphic design, architecture. Were married in 1939, the following year gave birth to Julian. His multi-faceted training led her to interact with complementary optical autonomous dialectic Giangio. An association of living and working traumatically interrupted. Since Giangio was raided in Germany, she keeps a diary until March '45, here published as an appendix to the letters in cui ce la mette tutta per tenere la barra a dritta.
Grazie alla “puntigliosa sollecitazione di Susanna Sala Massari che ha compiuto un difficile lavoro, non solo di lettura, decrittazione, trascrizione, datazione, ma anche di identificazione di tutte le persone che sono citate in modo assai prudente per il pericolo di intercettazioni” nelle postille alle lettere è ospitata la folta galleria dei personaggi dell’intelligentia, dell’imprenditoria e dell’antifascismo dei ceti emergenti quando Milano era a pieno titolo “capitale della Resistenza”.
Dal parergo di Maria Vittoria Capitanucci si evince infine una puntuale sistematizzazione del contesto specialistico in cui operano i protagonisti. Characterized by the civil dimension that you are giving these architects, college by the contribution as a methodological principle, the matrix rational innovative projected to freedom based on the analysis of the area looking for urban planning of Le Corbusier. Expressive autonomy aimed at overcoming the constraints of the more schematic bottlenecks of the sending school powered by the modernity of the scheme, the pervasive theme of living in which we find the eclectic personality of Adriano Olivetti.
cultural outpost of a generation betrayed "that have hardened anti-fascism in thought and action, following years of reconstruction inspired by the commitment Congrés Internationaux d'Architecture Moderne. Principles rooted in both social and cultural experience is contained in the historical memory, the disarticulation of the monocentric city and in the context of "exploitation of the areas for the benefit of a few and against the public welfare." But to do a little 'historical memory of that ill will, which today seems beautifully you want to do without, a name still associates of Julissa and Farmer John, I want to spend. Being an architect Giuseppe Pagano, rose from the Villa Triste Banda Koch of sadistic as toxic and Ferida Valenti, who was also in Fossoli and then to Mauthausen, where he leaves his life under the baton of a guardian April 22, 1945. (Francesco Omodeo Zorini)
GIAN LUIGI and JULIA Banfi, love and hope. Correspondence between Julia and Giangio Fossoli the field from April to July 1944, edited by Susan Hall Massari, Vittorio Gregotti preface, afterword by Maria Vittoria Capitanucci, Milan, Archinto, 2009, pp. 205, € 18.00.
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